Territorio italiano: l’agricoltura

Nel corso dei secoli l’uomo ha cercato di utilizzare ogni lembo di terreno, terrazzando pendii, bonificando paludi. Oggi circa la metà del territorio italiano è occupata da campi. A volte la divisione del terreno risale al tempo dei Romani (centurie).

La produzione italiana però non basta: siamo costretti ad importare dall’estero cereali, carne, latticini, frutta.

TIPI DI AGRICOLTURA:

promiscua: grande varietà di coltivazioni su piccole estensioni

specializzata: presenza di uno o pochi prodotti

estensiva: grandi distese di terreno coltivate con poche macchine e senza prodotti

chimici:la produttività è bassa

intensiva: forte uso di macchine e prodotti chimici: la produttività è alta.

TIPI DI ORGANIZZAZIONE:

Mezzadria: il proprietario della terra fornisce casa e campi al contadino . Egli lavora con l’aiuto della famiglia e divide spese e guadagni con il proprietario. La proprietà è spezzata in piccoli poderi ed è difficile praticare l’agricoltura intensiva. La mezzadria è diffusa soprattutto al centro-nord, ma sta scomparendo.

Latifondo: il proprietario possiede molta terra e non la sfrutta intensivamente. A volte ne lascia una parte incolta. Vi lavorano pochi contadini stabili e molti lavoratori stagionali. Il latifondo è diffuso soprattutto al sud.

Aziende di piccole dimensioni: vi lavorano gli stessi proprietari, chiamati COLTIVATORI DIRETTI.

Grandi aziende: si trovano nella bassa Pianura Padana e in Puglia. Sono specializzate e praticano l’agricoltura intensiva.

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