L’economia dell’Italia nel periodo fascista

Inizialmente Mussolini favorì il libero scambio, in seguito però, per diminuire l’inflazione e i debiti verso l’estero adottò una politica protezionistica.

Quando nel 1929 una grave crisi economica colpì l’Europa, egli ordinò opere di bonifica dei terreni paludosi per accrescere le aree coltivabili e potenziò i lavori per la costruzione di strade e ferrovie. In questo modo creò posti di lavoro, ma i salari erano i più bassi d’Europa.

Inoltre Mussolini introdusse l’autarchia, un sistema economico in cui una nazione produce tutto il necessario senza acquistare nulla all’estero. Poiché l’Italia è povera di materie prime ed era arretrata sul piano tecnologico, cominciarono ad essere prodotte merci scadenti a caro prezzo. In questo modo i problemi economici si aggravarono.

Infine, Mussolini vole mantenere l’economia italiana legata all’agricoltura, perchè erano i grandi proprietari terrieri i suoi maggiori sostenitori, ma in questo modo la condannò all’arretratezza rispetto agli altri Paesi europei.

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