le repubbliche marinare

Attorno all’anno 1000, accrebbero la loro importanza quattro città italiane: Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. I loro mercanti portavano in Europa dall’Oriente prodotti rari e preziosi: spezie, profumi, vini, olio, stoffe di seta e coloranti.

Da questo commercio esse ricavarono enormi ricchezze e cominciarono ad avere leggi e monete proprie. Divennero così repubbliche indipendenti, chiamate Repubbliche marinare, controllarono a lungo i traffici del Mediterraneo e combatterono tra loro per il dominio sul mare.

Esse introdussero l’uso della bussola, del timone unico, delle carte nautiche chiamate portolani.

  • Amalfi promulgò una serie di leggi di navigazione e commercio chiamate Tavole amalfitane. Fu la prima a nascere, ma ben presto le invasioni normanne la portarono al declino.
  • Genova conquistò la supremazia sul Tirreno sconfiggendo Pisa nella battaglia della Meloria. In seguito divenne rivale di Venezia nel periodo delle Crociate.
  • Pisa non era sul mare, ma era collegata ad esso dal fiume Arno. Combattè contro i Saraceni occupando la Sardegna, ma successivamente la sua flotta fu sconfitta da Genova.
  • Venezia si arricchì inizialmente con il commercio del sale che veniva prodotto dalle acque costiere e portato in Oriente, da dove le navi veneziane tornavano cariche di merci. Il governo della Repubblica era affidato al doge. Egli amministrava la città con il Consiglio dei Dieci, composto da nobili e ricchi. Per il suo prestigio Venezia fu chiamata “la Serenissima Repubblica”.

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